TENUTE LA MONTINA FESTEGGIA IL VENTENNALE CON I PROPRI CLIENTI STORICI

TENUTE LA MONTINA FESTEGGIA IL VENTENNALE CON I PROPRI CLIENTI STORICI CONFERENDO A OGNUNO «IL PUNTALE DEI TIRSI»

Durante le celebrazioni per il Ventennale, i Fratelli Bozza, fondatori e titolari delle Tenute La Montina, hanno festeggiato il ventesimo anniversario dell’Azienda assegnando ai primi clienti storici, il Premio del Ventennale 2010: un Franciacorta Brut in formato Magnum (1,5 L) di nuovo design e suggellato con il Puntale dei tirsi, piccola scultura bronzea di Paolo Menon. Un modo originale di festeggiare e brindare in amicizia (questo è stato il tono delle eleganti serate) con chi fattivamente ha collaborato per far crescere, le Tenute La Montina, incoraggiando e sostenendo la maison franciacortina in ogni nuova sfida del mercato globale.

IL PUNTALE DEI TIRSI

La piccola opera in bronzo patinato con ossidi di rame è tipica del pensiero ludico-scultoreo di Paolo Menon il cui nome è legato alla Permanente di Milano. L’artista interpreta con la sua abituale, elegante ironia la simbologia essenziale del mito dionisiaco rappresentandolo sulle pareti esterne di una coppa di Franciacorta priva di stelo, rovesciata e raffigurante il giovane Dioniso, mitico dio del Vino per gli antichi Greci, accostato alla foglia della vite e al suo frutto: tutti elementi scultorei forieri di buoni auspici, di prosperità e di generose vendemmie.
Il Tirso era un nudo bastone di pino, o di altri alberi fruttiferi, sulla cui estremità i seguaci di Dioniso (o Bacco) intrecciavano rami d’edera, tralci di vite e pampini, nastri di stoffa e piccoli sistri e quant’altro di rumoroso producesse suoni estatici per accompagnare i rituali in onore del dio del vino e della vegetazione. In cima alla festosa composizione il fedele innestava una pigna, simbolo fallico, di prosperità e abbondanza.
Dal punto di vista esoterico, il tirso rappresentava una sorta di vero e proprio totem che si alimentava di magica vitalità suggendola dalla vegetazione per poi trasmetterla al portatore. Rivivificandolo.

I PREMIATI

  • Andrea di Casa D’Africa di Firenze
  • Angelo e Gigi del Bar Udaberri di Brescia
  • Mauro Balzarini
  • Beppe del Seam Albergo di Breno (Brescia)
  • Greg di GregorioAlceri, Camignone (Brescia)
  • Giovanni Reviglio dell’Enoteca Reviglio di Cirié (Torino)
  • Antonio Colombo e Sergio Locatelli di Lecco
  • Pietro Ghislandi comico e attore bergamasco
  • Giorgio Rinaldi dell’AIS Como
  • Daniela e Ennio dell’Osteria Uva Rara di Monticelli Brusati (Brescia)
  • Jerry e Carlo del Bar Le Bollicine di Milano
  • Benito Paiano dell’ Enoteca Carso di Roma
  • Felice e Cesare del Rist. I Monaci Sotto le Stelle di Brescia
  • Roberto, Marco e Daniele della Mineral Carpi di Modena
  • Enzo Zanini del Bar Esso di Palazzolo S/O (Brescia)
  • Il Pinguino Blu di Gussago (Brescia)
  • Pino del Camelot Pub di Fontanellato (Parma)
  • Max e Michela de Il Barino di Noceto (Parma)
  • Mario e famiglia della Trattoria Leon d’Oro di Zibello (Parma)
  • Tania della Locanda dei Guasconi di Brescia
  • Famiglia Peli del Mildan Bar di Gussago (Brescia)
  • Fulvio Betolini, Nomads Pub di Cassano d’Adda (Milano)
  • Romano del Ristorante Due Magnolie di Pianborno (Brescia)
  • La Pieve di Pisogne (Brescia)
  • Giacomo Salvetti
  • Rinaldo e Federico dell’Oste Sobrio di Brescia
  • Giovanni e Franca del Ristorante La Credenza di Torino
  • Romani Silvano della Errefood di Parma
  • Piero della Pasticceria Fumagalli di Barzanò (Lecco)
  • Emilio Marnati di Santo Stefano Ticino (Milano)
  • Mario Cuneo del Caffè Centrale di Pompiano (Brescia)

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